Il Cantiere Aperto

Il Cantiere Aperto è il coordinamento degli artigiani esperti nell’arte dell’intreccio delle vegetazioni spontanee secondo le tecniche ottocentesche in uso a Villanova di Bagnacavallo.

Il gruppo ha reso possibile la ricerca, lo studio e il recupero della produzione classica villanovese del periodo che va approssimativamente dal 1850 al 1950, riconosciuto come la fase più interessante quanto a quantità e varietà dei manufatti realizzati. E’ tramite questo gruppo, interno all’Associazione Culturale Civiltà delle Erbe Palustri, che inizia così l’opera di salvaguardia di un bene immateriale, quello dell’attività produttiva, totalmente cessato negli anni settanta del secolo scorso.

Le prime informazioni furono raccolte grazie alle competenze e alle conoscenze dell’artigiano Barangani Valeriano e alla disponibilità di circa cinquanta persone, i quali detenevano ancora il bagaglio inalterato delle tecniche di lavorazione delle erbe palustri o erano mestieranti specializzati di manifatture specifiche. A loro fu affidata l’opera di recupero delle materie prime, delle fasi della conservazione e di preparazione delle erbe e della ricostruzione dei manufatti tradizionali.
Le testimonianze del primo informatore fecero emergere una realtà vasta e complessa che necessitava un impostazione chiara e didattica; per tale motivo fu necessario impostare immediatamente sia la ricerca del patrimonio culturale che il recupero per cicli produttivi.
All’improvvisa morte di Valeriano, il primo nucleo del Cantiere Aperto aveva già un’autonomia che gli consentiva di continuare l’opera di recupero e ricostruzione, in quanto composto da artigiani che in passato erano stati tutti lavoranti del laboratorio Barangani.
Il secondo importante informatore fu Amleto Marescotti, padre del famoso attore, che partecipò al Cantiere Aperto come membro attivo nel settore specifico delle stie e delle sedie.

Così come i soci che sostengono l’Associazione, anche gli artigiani che partecipano al Cantiere Aperto prestano da sempre la loro opera in maniera volontaria.
Dopo le prime fasi di costituzione del gruppo di artigiani e conseguentemente della collezione materiale, il Cantiere Aperto si è particolarmente impegnato nel settore didattico e divulgativo, attività queste che hanno permesso di dare vita a un vero Ecomuseo, ovvero un museo vivo e dinamico, molto diverso dalle consuete raccolte etnografiche.
Grazie alla intensa attività di mostre, laboratori ed eventi, resa possibile dal Cantiere Aperto, l’Associazione Culturale Civiltà delle Erbe Palustre, seguendo le linee etiche delle filosofie ecomuseali, ha creato una economia sostenibile che permette di finanziare una vivace attività annuale.

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